AIKIDO CUS BERGAMO ASD

L’Aikido è un’arte marziale giapponese e un importante strumento di difesa. Le tecniche insegnate permettono di imparare a gestire situazioni anche difficili, senza necessariamente ricorrere allo scontro fisico. Crediamo molto nei valori dell’educazione e del rispetto, ricreando un ambiente sereno e senza pressioni. Nell’Aikido non sono previste gare perché la vera sfida è migliorare se stessi!

Il nome Aikido è formato da tre ideogrammi, che usando la traslitterazione più comune vengono scritti come: Ai, Ki e Do. Spesso vengono tradotti rispettivamente come: armonia, energia e via, quindi Aikido può essere tradotto come “la via dell’armonia attraverso l’energia”. Un’altra interpretazione comune degli ideogrammi è armonia, spirito e via quindi Aikido diventa: “la via per l’armonia dello spirito”. Entrambe le interpretazioni evidenziano il fatto che le tecniche dell’Aikido si basano sulla gestione dell’attaccante controllando e deviando la sua energia e non bloccandola.

Questa arte marziale è stata codificata all’inizio del ‘900 in Giappone dal suo fondatore, Morihei Ueshiba, che riuscì nell’intento di unificare in questa disciplina le tecniche più efficaci ereditate in oltre mille anni di storia dai Samurai giapponesi, con una profonda spiritualità, armonia e rispetto per il prossimo.
L’Aikido incorpora un’ampia serie di tecniche che usano i principi di energia e movimento per deviare e neutralizzare l’attacco di una o più persone.

Nella pratica dell’Aikido, le tecniche principali possono essere divise in due fondamentali categorie: leve articolari (ikkyo, nikkyo, sankyo, yonkyo, gokyo, kotegaeshi) e proiezioni (nage). Ogni tecnica dell’Aikido può essere applicata efficacemente sia nella difesa di attacchi a mani nude che da attacchi portati con armi bianche.
Ai livelli più alti l’Aikido può essere usato per difendersi senza causare gravi danni né al difensore (tori) né all’attaccante (uke). Se praticato correttamente, dimensioni e forza non sono importanti per l’efficacia della tecnica e questo è uno dei motivi per cui la pratica dell’Aikido è ugualmente diffusa tra uomini e donne.

O’ SENSEI MORIHEI UESHIBA, FONDATORE DELL’AIKIDO
Nato nel 1883 in Giappone, a Tanabe, da bambino era esile e molto fragile e venne spinto dal padre a praticare il sumo e il nuoto per irrobustire il proprio corpo. Cominciò a praticare con costanza e dedizione le arti marziali a seguito di una vicenda che vede coinvolto il padre, uomo politico, picchiato a sangue dai suoi avversari. Decise quindi di imparare le arti marziali per difendere se stesso e i suoi cari.

Frequentò varie scuole imparando diversi stili di Jujutsu e di Bukijustu. L’arte che segnerà il suo cammino marziale fu però il Daito Ryu Aiki JuJutsu, l’arte dai samurai della famiglia Takeda. Il suo principale maestro fu Takeda Sokaku, considerato uno degli ultimi veri samurai. Diventato maestro, aprì un proprio dojo a Tokyo dove iniziò a insegnare l’Aiki Budo, specchio del Daito Ryu e scheletro dell’Aikido. Fondò poi l’Aikikai Foundation e il Kobukan dojo ne divenne l’honbu dojo.

Durante un viaggio da Tokyo a Tanabeper accorrere al capezzale del padre morente, incontrò una persona che segnerà profondamente la sua vita, il suo cammino spirituale e l’arte dell’Aikido: Onisaburo Deguchi, capo di una setta Shintoista chiamata Omoto-kyo, con sede Ayabe. Lì rimase per diversi anni, diventando la guardia del corpo di Ōnisaburo Deguchi.

Successivamente si recò ad Iwama, dove fondò l’Ibaraki dojo e l’Aiki Jinja, il tempio dell’Aikido. Qui creò l’arte, la filosofia e la religione conosciuta col nome di Aikido.

Da questo periodo in poi si riportano numerosi aneddoti con protagonista Ueshiba in sbalorditive dimostrazioni, anche di carattere sovrannaturale. Egli infatti da questo momento si presentò come l’incarnazione di una divinità shintoista, con una missione: portare l’armonia nel mondo. Morì nel 1969 lasciando al mondo la sua eredità: l’Aikido.